Skip to main content
SICREA Eventi Allestimenti Comunicazione
Sede Operativa
Via di Gramignano, 70
50014 Campi Bisenzio (FI)
Area Comunicazione
Vicolo di Santa Maria Maggiore, 1
50123 Firenze (FI)
Produzione Video
Viuzzo delle Case Nuove, 11
50143 Firenze (FI)

Il Pianeta non si discute e non si negozia

Oggi è la Giornata mondiale dell’ambiente

 La Giornata mondiale dell’ambiente è tra le più difficili da celebrare perché ci ricorda i tanti impegni presi e non mantenuti partendo dal più importante l’innalzamento della temperatura della Terra che avevamo previsto non superasse 1,5 °C ma dieci anni dopo lo stiamo già superando. Quest’anno le celebrazioni ufficiali si tengono a Baku in Azerbaigian, il tema della campagna è incentrato sul cambiamento climatico e sulle soluzioni basate sulla natura con l’biettivo di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare azioni concrete. E proprio alle azioni concrete fa riferimento l’Osservatorio Waste Watcher invitando a partire da piccoli gesti, quotidiani ma essenziali.

Per esempio, sottolinea Andrea Segrè Direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, dotarsi degli strumenti per prevenire e ridurre lo spreco alimentare. Sappiamo, l’ultimo report di Waste Watcher ce lo ricorda, che ogni cittadina e cittadino italiano spreca quasi 30 kg all’anno di cibo. Che impatto ha questo sull’ambiente? Si tratta di circa 2,46 kg di CO equivalente a settimana, ovvero circa 128 kg di CO equivalente all’anno.

Su scala nazionale, questo equivale a circa 7,5 milioni di tonnellate di CO equivalente all’anno, cioè le emissioni annuali di circa 1,6 milioni di automobili. Per immaginare meglio queste automobili in movimento, possiamo pensare al flusso annuale delle automobili che circolano in Sardegna e Umbria, sommate, oppure a un terzo di quelle che circolano nel Lazio.

Lo spreco alimentare domestico rilevato da Waste Watcher nel 2026 comporta uno spreco idrico stimato in circa 75 litri a settimana per ogni cittadino italiano, pari a quasi 3.916 litri all’anno per persona. Se si considera che la popolazione residente in Italia è pari a circa 58,9 milioni di abitanti, l’impatto complessivo diventa particolarmente significativo: lo spreco alimentare domestico corrisponde a circa 1,7 milioni di tonnellate di cibo gettato ogni anno, con un consumo idrico associato di oltre 230 milioni di metri cubi d’acqua, paragonabile a circa 74 mila piscine olimpioniche.

Ma perché sprechiamo tanto cibo? Lo rivela lo stesso rapporto segnalando che lo spreco riguarda tutta la filiera dalla produzione al consumo, in questo tragitto si perde 1/3 del prodotto. Nella sola agricoltura va perso, perché non raccolto, il 4,5% del prodotto. Paradossalmente va meglio nell’anello finale della catena, quello domestico dove la percentuale di spreco si è ridotta del 10% rispetto al precedente rapporto. In casa si spreca soprattutto frutta, verdura e pane. Le cause? Al primo posto c’è ancora l’atavica paura di non avere abbastanza cibo in casa ma al secondo posto, in realtà a pari merito, si fa strada l’effetto delle vendite promozionali che inducono ad acquisti esagerati che poi, spesso, finiscono non consumati vanificando così anche l’obiettivo del risparmio. Dal rapporto emerge anche che passi avanti importanti contro lo spreco si sono fatti nella grande distribuzione che si sta dotando di strumenti idonei alla distribuzione del cibo invenduto, mentre si segnala la mancanza di progetti simili nella piccola distribuzione e nella ristorazione. Questi confronti aiutano a mostrare come lo spreco alimentare non riguardi soltanto ciò che viene gettato nel bidone, ma anche l’acqua, l’energia e le emissioni incorporate lungo tutta la filiera alimentare. «Sprecare cibo – ricorda ancora Andrea Segrè – significa disperdere anche acqua, energia, suolo, lavoro ed emissioni incorporate nei processi di produzione, trasformazione, distribuzione e conservazione degli alimenti. Per questo è importante che tutti siamo consapevoli dell’impatto della pattumiera di casa nostra: possiamo cominciare scaricando gratuitamente la App Sprecometro dell’Università di Bologna: usarla aiuta in modo tangibile a migliorare la nostra consapevolezza e a potenziare la prevenzione dello spreco alimentare nelle nostre case».

La Giornata mondiale dell’ambiente è stata istituita dall’Assemblea generale dell’Onu durante la Conferenza di Stoccolma che si svolse dal 5 al 6 giugno 1972. Venne celebrata per la prima volta due anni dopo, nel 1974, con lo scopo di aumentare la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sull’ambiente naturale e sul suo equilibrio e trovare strategie per tutelarlo. Nel 1972, l’Assemblea generale istituì anche l’Unep (United Nations Environment Programme) con il ruolo di organizzare e coordinare attività e iniziative per trattare il tema della salvaguardia ambientale.

 


05 Giugno 2026