L'Italia al centro delle politiche sull'acqua
A Firenze il 4 novembre primo Forum Euromediterraneo sulle alluvioni
Il Comitato One Water, promotore e organizzatore degli eventi e del Forum, con il supporto essenziale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, dei ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Agricoltura e della Ricerca scientifica, di ANBI, Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, delle aziende del Servizio idrico integrato di Utilitalia, con la partnership dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale che coordinerà la sessione pomeridiana sui modelli tecnologici di contrasto alle alluvioni, organizza per il prossimo 4 novembre, 59esimo anniversario della tragica alluvione di Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, e in diretta e con collegamenti con i 43 Stati del bacino mediterraneo, il primo evento dedicato alle alluvioni.
Per Maria Spena, Presidente del Comitato One Water, quella di Firenze sarà una prima tappa importante perché, spiega, “il cambiamento climatico sta causando pericolosi e diffusi rischi sui Paesi del Mediterraneo allargato, comprendente l’Europa meridionale, i Balcani, il Nord Africa, i Paesi Arabi e il Medio Oriente mediterraneo. Aree sempre più estese registrano fenomeni di aridità dei suoli per l’effetto combinato della diminuzione delle precipitazioni e dell’aumento di evapotraspirazione. Allo stesso tempo sono colpite da precipitazioni estreme con alluvioni per la formazione di sistemi convettivi intensi, e fenomeni come i cicloni mediterranei di tipo tropicali, con piogge abbondanti in sempre più brevi periodi di tempo”.
Eventi recenti, dalla Grecia alla Spagna, dalla Libia all’Italia, hanno evidenziato la fragilità nelle difese e l’alto rischio di flash floods anche in contesti urbani. Il riscaldamento delle acque marine fornisce maggiore energia ai sistemi perturbati e aumenta il potenziale dei cicloni mediterranei.
“Mai come oggi, di fronte all’escalation di fenomeni meteoclimatici, è essenziale proteggere vite umane, salvaguardare aree urbane con beni pubblici e privati. Ciò richiede uno sguardo lungo e un impegno straordinario. Oggi sono possibili tecniche e tecnologie per difese fondamentali, e verranno presentate a Firenze da esperti italiani e da rappresentanti di vari Stati. Possiamo aumentare la capacità di saper proteggere e saper gestire le problematiche non più solo sull’onda dell’emergenza, ma con politiche improntate alla prevenzione strutturale e alla mitigazione dei danni”, spiega Erasmo D’Angelis, del Comitato One Water e tra gli organizzatori dell’evento.
Saranno presentati scenari e valutazioni del rischio, modelli previsionali e cartografie interattive, interventi strutturali per rafforzare le difese nelle aree urbane con infrastrutture di “città spugna” per la massima sicurezza oggi possibile.
L’evento è la prima tappa del primo “Forum Euromediterraneo sull’acqua” che l’Italia sta organizzando con la partecipazione di 43 Stati europei, dei Balcani e dell’area mediterranea e che si svolgerà a Roma nell’ottobre del 2026, preceduto da iniziative, sessioni di studio e ricerche e eventi internazionali preparatori in altre città italiane dedicati ai vari aspetti della gestione dell’acqua e alle emergenze poste dalla crisi climatica su utilizzi, accesso universale alla risorsa idrica, tecnologie e infrastrutture per gestirla, difesa da poca acqua in fasi di siccità e dalla troppa acqua in fasi di alluvioni, effetti dello scioglimento del ghiacciai e del rialzo del livello marino, protezione da inquinamenti, soluzioni per l’adattamento al cambiamento climatico e cooperazione internazionale. L’Italia è inoltre presente, con tutte le sue competenze e capacità tecniche legate alla risorsa idrica, a conferenze e summit internazionali, compresa la prossima COP30 sul clima a Belém in Amazzonia e in varie capitali europee e dei Paesi del Mediterraneo.
All’International conference on water-related risks reduction, interverranno, fra gli altri, il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, il presidente dell'Istituto mediterraneo dell'acqua, Alain Meyssonnier, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e la sindaca Sara Funaro. Parteciperanno anche al lancio di una corona in Arno, dal Ponte alle Grazie, in memoria delle vittime del 1966 e di tutte le vittime delle alluvioni. Nel pomeriggio l’appuntamento si sposterà nella sede dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale per il workshop sulle tecnologie per la riduzione dei rischi idrici in occasione del quale, alla presenza anche di rappresentanti del ministero Affari esteri e del Ciheam di Bari, l’Autorità presenterà il primo Geo-catalogo per la gestione integrata delle informazioni sul rischio alluvioni.
«Si tratta – argomenta Gaia Checcucci, segretaria generale dell’Autorità di bacino – di un modello che ci permette di condividere esperienze e capacità nella pianificazione della massima sicurezza possibile, tarata sugli effetti dei cambiamenti climatici. É una straordinaria opportunità per fare il punto sulla situazione con 43 Paesi, ma soprattutto per scambiare, con attori istituzionali di tutto il bacino Mediterraneo best practices in tema di digitalizzazioni e Geocatalogazione dei dati territoriali che ci hanno condotto ad avere uno strumento avanzato di conoscenza e difesa».


